Privacy Policy Alessandra Boarelli - Le Donne che hanno segnato l'Alpinismo

Alessandra Boarelli

Donne e Alpinismo

Alessandra Boarelli

Alessandra Re nata a Torino, si è trasferita a Verzuolo nel 1856 per il matrimonio con il nobiluomo Emilio Boarelli, dal quale ha preso il cognome.

Era una donna determinata e moderna, che sull’esperienza di altre 2 donne Henriette d’Angeville e Isabella Straton, ha voluto andare controcorrente e cimentarsi nell’impresa di scalare il Monviso.

Alessandra Boarelli aveva 25 anni ed era già madre di due figli quando partecipò alla spedizione. Quintino Sella aveva iniziato a scrivere articoli sulle montagne e sulle Alpi, per cercare di appassionare i torinesi alle loro montagne. Il suo desiderio era quello di compiere la prima vera ascesa al Monviso.
Alessandra Boarelli però lo anticipò e tentò l’ascesa al Monviso nell’agosto del 1863, la sua spedizione si sistemò al campo base nel pianoro delle Forciolline a 2.835 metri con l’intenzione di proseguire il giorno seguente verso la vetta, però o per il maltempo o per la rinuncia delle guide, la vetta non venne raggiunta.

Fu così che la settimana successiva fu Quintino Sella, che temendo altri concorrenti salì sulla vetta con una cordata tutta italiana. Sella dedicò sul pianoro delle Forciolline il bivacco, nominandolo “Maita Boarelli” in onore di Alessandra Boarelli.

Nel 1864 Alessandra decise di riprovare l’ascensione, la comitiva arrivò alla Maita Boarelli e il giorno successivo, il 16 agosto 1864  raggiunse la sommità del Monviso. 

Dopo questa avventura Alessandra Boarelli, nonostante continuasse a nutrire una forte passione per l’alpinismo, decise di dedicarsi alla famiglia. Morì a Verzuolo nel 1904 all’età di 66 anni.

Erano anni in cui le donne non avevano molto spazio, soprattutto per imprese come questa, l’alpinismo era uno sport per uomini. Alessandra aprì sempre più spazi e opportunità.

Cosa ne penso?

Mi capita spesso di fare confronti sulle potenzialità dell’uomo e della donna nell’attività sportiva. Ci sono oggettivamente delle caratteristiche che ci differenziano. Direi per fortuna, perché questo ci rende due esseri complementari. Poi però ci sono degli sport o degli ambienti dove queste differenze in realtà non riesco a trovarle e nell’alpinismo credo che si possa dire che con la giusta preparazione fisica e mentale, si possa veramente dire che uomo e donna sono UGUALI.

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